Lampade LED: illuminare risparmiando

Le lampade LED sono un’innovazione eccezionale nel campo dell’illuminazione. Oltre a fornire una luce perfetta, consentono, infatti, di risparmiare enormemente dal punto di vista energetico, facendo del bene all’ambiente e alle proprie tasche. Fortunatamente, sempre più persone decidono di adottare questa tipologia di lampadine, attratte dalla possibilità di ottenere un’ottima illuminazione a prezzi nettamente convenienti. LED, acronimo che sta per Light Emitting Diode (diodo a emissione luminosa) è il nome della tecnologia inventata e brevettata da Nick Holonyak nel 1962: da allora la diffusione di questa tipologia di lampadina si è espansa in tutto il mondo.

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Servizi delle Lezioni Online per la Lingua Russa

Sicuramente molte persone ci possono dire che sono riusciti a imparare una lingua con il solo ausilio di un libro o di un sito web e, soprattutto, con grande dedizione e impegno. Anche se esistono questi casi, ci sono lingue che data la loro complessità, difficilmente possono essere apprese in modo indipendente. La lingua russa è indubbiamente uno di loro. È un linguaggio al di là del conoscere l’alfabeto cirillico e come dire alcune parole, lingua Russia nasconde migliaia di segreti, formule, e delle eccezioni che possono essere apprese solo vivendo nel paese o frequentando delle classi .

Logicamente, l’apprendimento di una lingua è meglio farlo con un tutor con il quale è possibile massimizzare la durata della lezione. Budget a parte, c’è sempre la questione di ciò che quale tempo è il più appropriato per avvalersi dei servizi di un insegnante privato. Servizi online per l’apprendimento della lingua russa fornito dalla Russia-go si aiutano in questo.

Se si dispone di un interesse particolare per migliorare il livello qualitativo della conoscenza della lingua russa al fine di raggiungere un certo obiettivo, questo sito può aiutare. Essi hanno una base di 150 qualificati madrelingua insegnanti russi che insegnano del russo come lingua straniera e che viene resa disponibile agli studenti. Indipendentemente dal livello, programmi individuali di alta qualità per l’apprendimento della lingua russa sono disponibili – il modo in cui uno vuole raggiungere l’obiettivo marcato in precedenza. […]

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Lampade da terra per un’atmosfera rilassante

Le lampade da terra sono un elemento essenziale per l’illuminazione della propria casa, ideali, soprattutto, per stanze molto grandi. In ogni salotto che si rispetti, non possono mancare, specialmente di fianco a una bella libreria dalla quale prelevare il proprio libro preferito e godersi qualche pagina in completo relax.lampade-da-terra […]

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Mercatone Uno tra chiusure e rinnovi

Per ogni riapertura c’è una chiusura; per ogni ristrutturazione c’è una caduta di valore: è stato un fulmine a ciel sereno quello che ha colpito la città di Valdera negli scorsi giorni, dopo l’annuncio della chiusura dello store Mercatone Uno di Capannoli (Pisa). Una notizia lanciata dalla Cgil che si accompagna a 14 altri annunci similari di cessazione attività su tutto il territorio italiano, per un totale di circa 300 posizioni in esubero.

Una crisi concretizzatasi in maniera ufficiale e che pare non aver risparmiato nemmeno la grande distribuzione. “Abbiamo saputo di questa intenzione nell’incontro a livello nazionale di lunedì scorso, incontro che noi credevamo dedicato al rinnovo dei contratti di solidarietà e che era stato rinviato continuamente dal novembre scorso”: sono state queste le parole di Caterina Ballanti della Cgil, la quale non ha nascosto “eravamo sostanzialmente tranquilli, pur sapendo che Mercatone Uno non navigava certo in acque calmissime”.

Un caso sui 14 totali

“Non sappiamo quando toccherà a Capannoli, se tra i primi o tra gli ultimi” ha continuato la rappresentante sindacale, sottolineando come dei 14 stabilimenti previsti in chiusura, non si sappia ancora l’ordine di ‘defilata’. Un paino di ridimensionamento e tagli elevato che, nel solo 2013 ha visto diminuire il fatturato di Mercatone Uno di circa 33 milioni di euro, in una situazione già pericolosa dato il livello di indebitamento aziendale.
“A fronte di tutto questo è arrivato il piano di ridimensionamento che contempla anche nuovi investimenti, che però non sono certo definiti e decisi”: una dichiarazione quasi contradditoria, che arriva una settimana dopo la riapertura del nuovo stabilimento di Pieve Fissiraga, celebrato non solo per il rinnovo dei locali, quanto piuttosto per la riorganizzazione generale dell’assetto e della strategia di vendita del gruppo (giunta forse troppo tardi).

Dopo Capannoli, anche Borgorose

“Noi chiaramente vogliamo vedere i conti del negozio di Capannoli anche per capire al meglio quello che potrà essere fatto”: oltre allo stabilimento pisano, crescenti preoccupazioni si sono registrate anche in merito allo store di Borgorose, dove, dopo l’incontro tra i Segretari Ugl e i lavoratori, sono cresciute le preoccupazioni in merito all’incertezza del futuro lavorativo dell’azienda, tesi avvalorata dai timori dei sindacalisti Antonini e Palmerini. “L’annuncio della chiusura della Mercatone Uno ha sorpreso tutti” ha dichiarato quest’ultimo “negli ultimi anni il conto economico del punto vendita di Borgorose è risultato sempre in buona salute, tranne una piccola flessione nel 2012, da imputare alle forti nevicate che hanno colpito quella zona, costringendolo alla chiusura per diversi giorni. Anche quest’anno sembra essere iniziato bene, con un più 25% rispetto al target”.

Quali stabilimenti si salveranno? Quale sarà la sorte di Mercatone Uno? Ma soprattutto: che idea farsi di fronte a un gruppo che, fallendo da un lato, ha invece potenziato la propria rete distributiva dall’altro? La salute di Mercatone Uno è instabile e variabile, alternando forti consensi a drastiche perdite: la selezione è stata fatta; ora manca solo di vedere se, tagliando la parte ‘marcia’, il gruppo riesca a riconquistare la splendida (gialla) forma.

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IKEA

Ingvar Kamprad Designcentrum

Ingvar Kamprad Designcentrum (Photo credit: Wikipedia)

Billionair si nasce o si diventa? Entrambe le cose nel caso della famiglia Ikea che, in una recente ricerca condotta da Bloomberg, ha mostrato come, accanto alla ricchezza del fondatore della casa d’arredamento svedese tra le più popolari al mondo, anche i suoi tre figli abbiano fatto fortuna.

Si attesterebbe tra i 47 e i 48 miliardi di dollari il patrimonio di Ingvar Kamprad, padre di Ikea e cittadino più ricco di tutta la Svezia. Una persona riservata e modesta, criticante il lusso e l’eccessivo sfarzo ed amante della praticità e della concretezza: valori, questi ultimi, che il fondatore della compagnia del nord ha sfruttato come filosofia di vendita dei propri prodotti, adatti all’uso pratico ed immediato, senza troppi fronzoli e perdite di tempo.

Mentre lo stile e l’ottica di Kamprad sono ben conosciuti da tutto il mondo, molto meno nota è la vita privata dello stesso, il quale, da sempre, rifiuta la qualsivoglia intervista.

Qualis Pater…

“Ingvar Kamprad non è interessato a far soldi per un consumo personale, ma la sua attenzione va alla sicurezza e alla continuazione del successo del gruppo che ha fondato”: così Per Heggenes, commentatore, ha dichiarato in una mail. Una dote, l’umiltà, una caratteristica di qualità da conservare con la massima cura e da trasmettere ai propri figli: forti della grandezza del padre e ereditieri del ‘riserbo’ e dell’’investimento’, i tre figli del ‘papà’ Ikea, Peter, Jonas e Mathias, hanno costituito un gruppo finanziario (connesso ad Ikea e col controllo di alcuni stabilimenti del gruppo nel sud est asiatico) trattante investimenti, real estate e servizi retail: Ikano.
“Rimangono totalamente nell’anonimato” ha affermato Stellan Bjork, co-autore del libro “Ikea Heading for the Future” sulla famiglia Kamprad. Lo stesso ha poi sostenuto in un’intervista: “Spesso io scherzo dicendo che,in realtà, loro non esistono”.

Talis filii.

Una compagnia piccola, ma dalle enormi potenzialità, sviluppatasi soprattutto nelle zone orientali di Malaysia e Singapore: con una valutazione di 3,3 miliardi di dollari, Ikano è il primo creditore del gruppo Ikea, con oltre 15 milioni di rapporti aperti, ognuno per un diverso store in giro per il mondo. Sempre Ikea, inoltre, comprende, all’interno della sua struttura, società quali Ingka Holding BV (che detiene la maggior parte degli stores) e Inter Ikea Group (che controlla la forma del brand e i diritti di franchising del gruppo).
“E’ necessario separare Ikano dalle altre compagnie, in quanto è posseduta solo dai figli”
ha tenuto a sottolineare il giornalista svedese Bosse Vikingson, “anche se è strettamente connessa al resto del gruppo”.
Infine, ha concluso il former Executive di Ikea, Lennart Dahlgren “Non deve stupire che il trio voglia rimanere in disparte, specialmente alla luce di un padre che non manca di far sapere se qualcosa –a parer suo- non funziona”.

Di fronte all’altezzosità e all’ingordigia di taluni imprenditori, “Ingvar Kamprad has a rare, strong, charisma”: la chiave del suo successo è stata tutta in questo.

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Chateau d’Ax

pizzica_webCi sono aziende italiane nel nome, ma non nel fatto; ci sono aziende che passano in modo così prepotente dall’essere italiane all’essere straniere e che, oltre la madre lingua, cambiano anche il marchio di fabbrica. Ci sono infine aziende italiane, italianissime, che nel nome hanno optato per il ‘fascino’ della lingua straniera. Un esempio? Chateau d’Ax.
Nata nel cuore della Lombardia, da oltre sessant’anni il marchio d’arredamento brianzolo cavalca il mercato con la produzione e la specializzazione di prodotti al passo con il…confort.
Partito sotto il nome di ‘Fratelli Colombo’, si è capito fin da subito che l’efficacia del messaggio che trapelava dal brand non era sufficientemente potente: concentrandosi quindi sulla forte comunicazione di un orientamento teso a penetrare il mercato d’Oltralpe, Bruno Colombo mutò il nome in Chateau d’Ax, il ‘castello’ che si preparava a conquistare una nuova area geografica del mercato.

La strategia rivolta all’espansione

Adescare la Francia col francese ed attirare l’Italia con pubblicità ed azioni di marketing estese fino alla scelta di una testimonial Miss: una strategia studiata tramite slogan, che ha permesso al gruppo lombardo di estendersi e conquistare il mercato grazie all’’annoverato ‘prodotto democratico’, dalla qualità, fattura e costo accessibili ed apprezzabili da (quasi) tutti.
La gamma di componenti d’arredo è aumentata via via col passare degli anni, partendo dalle classiche zona notte e giorno (con arredi e corredi ‘imbottiti) e permeando poi il ‘territorio’ della cucina. “La realizzazione della cucina Chateau d’Ax è il completamento di un progetto che è iniziato nel 1995, il cui obiettivo era quello di arredare tutta la casa” aveva affermato in un’intervista il General Manager Italia del gruppo dopo il lancio della nuova linea. “Il progetto cucina, assieme alle nuove proposte degli architetti per d’Ax Design, sarà l’inizio di una nuova sfida per l’azienda e come tale sarà una grande emozione”.
L’attività di Chateau d’Ax, inoltre, ha esteso, negli ultimi quattro anni, la propria produzione anche in nuove aree d’Europa, con progetti di franchising in Belgio, Portogallo, Francia, Spagna ed Olanda, promuovendosi sul mercato mondiale grazie alla presenza attiva in manifestazioni internazionali, quali, primo tra tutti, il Salone del mobile.
Inoltre il progressivo attestarsi della linea ‘cucina’ e l’offerta di un prodotto ‘completo’, ovvero che partisse dall’arredo primario, spingendosi fino agli elettrodomestici e ai componenti extra, ha permesso a Chateau d’Ax di sopravvivere al periodo di criticità che ha afflitto i mercati negli ultimi cinque anni, portandolo ad attestarsi come uno dei leader mondiali.

“Significa dare vita alla nostra passione” aveva concluso poi il Manager “per la realizzazione dell’arredo completo delle più belle case del mondo”, che, dietro ad un nome francese, svela la finitura e l’intraprendenza dell’Italia.

 

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Gazebo da giardino: quali possibilità esistono

Ed in men che non si dica si scopre che il gazebo da giardino non è, oramai, solo un riparo da pioggia e sole ma è divenuto un vero e proprio elemento d’arredo per gli spazi all’aperto e per le abitazioni. E, di conseguenza, è divenuto importante l’attenzione all’estetica, oltre che all’aspetto più meramente funzionale. Anche perché sempre più spesso il gazebo rappresenta uno dei luoghi di relax della casa: è un ambiente in cui godere della compagnia della famiglia e degli ospiti.

Tipi di gazebo

Importante, per non cadere nei luoghi comuni e nel pressappochismo è avere presente che il gazebo, per quanto sia per definizione definito da giardino, nella pratica non è utilizzato solo nei giardini ma ance nei grandi terrazzi di chi vive negli appartamenti di città. Perché? Presto detto: se si vive a Milano, Roma o in qualsiasi altra grande metropoli ci si ritrova spesso nella condizione di dover soggiornare in appartamento. In questo caso il giardino è condominiale, e, purtroppo (o per fortuna), non personalizzabile da chiunque. Allora, se si ha avuto l’accortezza di acquistare un appartamento con una grande terrazza, si può sfruttare quello spazio in maniera interessante con un gazebo.
Sostanzialmente esistono due tipi di gazebo da giardino: in legno o in plastica.
Ovviamente, il vero gazebo da giardino, quello bello e “stiloso” è rappresentato dal gazebo in legno. Il legno, ovviamente, è materiale naturale e dai colori che si inseriscono, intersecandosi, perfettamente con l’ambiente verde. La copertura, e tutta la struttura, sono resi impermeabili tramiti speciali processi o dall’uso di tessuto pvc o di film plastico.
Ma, oggi, le case produttrici non propongono solo i gazebo in legno. No, in commercio si trovano, a fatica, anche modelli in metallo o acciaio inox che permettono, mantenendo inalterata la garanzia di impermeabilizzazione e di robustezza, un alto grado di personalizzazione delle forme e delle dimensioni.
Per finire, sempre più diffusi, anche perché sostanzialmente più economici del legno e del metallo, sono i gazebo in plastica. Sicuramente dal lato economico si risparmia, non poco, ma dal punto di vista generale è una scelta infelice. Se da un lato è possibile montare facilmente, senza l’ausilio di personale altamente qualificato, il gazebo da giardino in plastica è senza ombra di dubbio meno resistente alle intemperie, meno robusto e meno impermeabile rispetto le due soluzioni precedenti. La sua leggerezza e la facilità nel comporlo lo rendono adatto più che al giardino all’utilizzo in maniera di stand per eventi sia politici che ludici. Basti pensare alle sagre di paese.

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Gazebo da giardino

Gazebo da giardino: alcuni consigli nell’acquisto

Come abbiano già avuto occasione di trattare in altre sedi, la scelta del gazebo da giardino non è mai né semplice néfacile. Vuoi perché non può esistere una soluzione adatta a tutte le esigenze, vuoi perché ogni giardino ha la sua identità, il rischio di trovare il gazebo sbagliato da installare nel posto sbagliato è dietro l’angolo. Ed è più facile sbagliare di quanto uno possa immaginare.

La prima scelta che ci si pone è: il gazebo dovrà essere di legno, di ferro o di plastica? Domanda, come abbiamo precedentemente visto, che ha come risposta ideale la prima. Ovvero, il legno è il materiale più resistente, elastico e impermeabile con cui è possibile realizzare un gazebo da giardino. E se uniamo a queste qualità l’indubbia capacità del legno, se lavorato, intagliato e piallato bene, di rendere piacevole dal lato estetico sostanzialmente ogni cosa, ecco che la nostra ricerca (forse meno esistenziale di quella di Proust) deve vedere i nostri sforzi concentrarsi nella ricerca di gazebo di questo materiale.

Sì, forse la frase precedente è un modo un po’ contorto per consigliare il legno. Ma, chiarito, spero, questo concetto, affrontiamo la nostra “indagine conoscitiva” di questo vasto mondo. Innanzitutto, come ogni volta che di deve affrontare una spesa, non importa se di piccole o grandi dimensioni, serve un’esplorazione per scoprire le varie opportunità disponibili. E, in quali nidi si deve navigare per scoprire il gazebo da giardino più adatto alle nostre esigenze? Sicuramente, oltre ad alcuni (non molti, per la verità) negozi specializzati, un salto nei negozi di bricolage e di arredo per la casa è d’obbligo. Qui si possono trovare buoni gazebo.

Nella scelta è da tenere presente che il gazebo “classico” è costituito da una struttura in legno e copertura spiovente. Questo modello è facilmente rintracciabile nei negozi di bricolage e, addirittura, all’Ikea. Ma, se si vuole un tocco di originalità non ci si deve né qui fermare né accontentare di questo. Con un po’ di spirito di iniziativa e di amore per l’intraprendenza si possono trovare dei negozi specializzati. Quali sono i vantaggi? Oltre a gazebo di qualità estetica e di robustezza superiore, si può reperire un gazebo personalizzato. Il che significa, da un lato una struttura di arredamento più bella, dall’altro più funzionale allo spazio a nostra disposizione.

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I pregi del gazebo in legno

Negli ultimi anni il gazebo da giardino è divenuto sempre più un prodotto di, se così si può dire, “largo consumo”. Per rispondere alle esigenze di consumatori molte aziende stanno proponendo modelli sempre più innovativi e sempre più raffinati. Il gazebo, composto sa una struttura autoportante, dalla forma il più delle vote quadrata, è un prodotto utile sia per l’arredamento e l’ornamento del proprio giardino sia per trascorrere un po’ di tempo libero in relax e all’aperto.

In commercio si possono trovare due tipologie diverse di gazebo: in legno e in ferro.

Il gazebo in legno è il modello più utilizzato perché, oltre alla resistenza e alla leggerezza, ha una qualità estetica molto elevata, util eper mettere in risalto l’intero giardino. Il legno utilizzato per la realizzazione del gazebo è lo stesso di quello usato per la produzione di mobili per esterno. I legni più diffusi sono il teak, il castagno e il pino nordico. Ovviamente tutti i tipi di legno vanno trattati con prodotti impregnanti per evitare lo sbiadirsi del colore. Importante, inoltre, che il legno venga difeso dal formarsi di parassiti e muffe. Questo risultato è ottenibile grazie all’impiego di diverse sostanze atossiche.

Esistono varie soluzioni possibili per la forma e le dimensioni del gazebo. Solitamente, a meno di non ricercare una soluzione eccentrica, o particolare, o artistica, le forme possibili sono quelle quadrate, rettangolari o circolari. La forma che viene generalmente scelta è quella quadrata. Il tetto è spiovente. Anche le dimensioni possono variare. Il perché è abbastanza lampante. Per balconi e terrazze serviranno gazebo più piccoli; per arredare giardini spaziosi, invece, servirà scegliere un gazebo più grande. In caso di esigenze particolari, sia riguardo alle dimensioni che alla forma, esiste sempre la possibilità di rivolgersi ad un artigiano qualificato. Questa è, ovviamente, la soluzione più costosa; sicuramente la scelta dell’artigiano non è semplice e conviene vagliare varie proposte e seguire i consigli di amici o parenti.

La copertura del gazebo da giardino può essere fissa o rimovibile. Se si desidera una copertura fissa l’ideale è sceglierne una in legno o in policarbonato. Altrimenti un tessuto in poliestere in pvc, ovvero antistrappo, o una tela impermeabile, possono essere utilizzati per creare una copertura rimovibile. Importante, in questo caso, togliere il tessuto o il telo durante l’inverno.

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Per le fredde e grigie giornate invernali

Le stagioni stanno cambiando: ormai si stanno allontanando sempre più le lunghe giornate di sole e manca meno di un mese a quando ci ritroveremo ad andare al lavoro viaggiando ancora nel buio della notte. È l’inverno che sta arrivando, mutando le abitudini che si sono consolidate durante l’estate, sostituendole con delle nuove.

Ci sono delle cose belle anche nell’inverno: stare accoccolati sotto un caldo piumino, seduti sul divano, a guardare la televisione o ad ascoltare la radio (o, perché no?, anche a leggere un libro, non importa se buono o cattivo) mentre fuori dalla finestra sentiamo la pioggia cadere, ed il vento spazzare le strade della città.

È questo il momento giusto per comprare un nuovo letto, caldo, luminoso e comodo, per allietare i giorni grigi che stanno per arrivare. È il momento di osare e di esplorare soluzioni alternative ai classici, oramai banali, letti tradizionali. Ed esplorando le soluzioni possibili mi sono imbattuto in un letto particolare, luminoso e stiloso, progettato da alcuni designer tenendo d’occhio, secondo me, proprio la stagione invernale.

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Conciliando lo stile del letto matrimoniale a baldacchino con il calore dei moderni materiali, tinto completamente di rosso, il letto matrimoniale Sleepsystem Red Bed è senza dubbio qualcosa di unico nel panorama dell’arredamento delle camere da letto. Sicuramente adatto per appartamenti e camere dallo stile moderno e colorato, è meno indicato per chi predilige lo stile classico del legno. Ma, per passare delle calde notti o per restare la domenica mattina al calduccio delle coperte ad ascoltare la pioggia cadere sul tetto è la soluzione ideale.

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Se invece il nostro stile non predilige i letti a baldacchino, si può trovare una calda alternativa nel letto matrimoniale Lime Green. Abbiamo qui uno stile più sobrio, meno tondeggiante e più lineare. Questo modello di letto matrimoniale si adatta meglio a camere e appartamenti con arredamenti spaziosi e dalle linee pulite. Magari in stanze da letto con delle grandi finestre: immaginatevi distesi, al caldo, a guardare la neve scendere dolcemente sulla città. E voi siete semplicemente lì a godervi il calore, magari di una bella, calda stufa. L’unica controindicazione: durante i giorni della settimana non riuscirete a staccarvi facilmente dalle coperte.

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