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Mercatone Uno tra chiusure e rinnovi

Per ogni riapertura c’è una chiusura; per ogni ristrutturazione c’è una caduta di valore: è stato un fulmine a ciel sereno quello che ha colpito la città di Valdera negli scorsi giorni, dopo l’annuncio della chiusura dello store Mercatone Uno di Capannoli (Pisa). Una notizia lanciata dalla Cgil che si accompagna a 14 altri annunci similari di cessazione attività su tutto il territorio italiano, per un totale di circa 300 posizioni in esubero.

Una crisi concretizzatasi in maniera ufficiale e che pare non aver risparmiato nemmeno la grande distribuzione. “Abbiamo saputo di questa intenzione nell’incontro a livello nazionale di lunedì scorso, incontro che noi credevamo dedicato al rinnovo dei contratti di solidarietà e che era stato rinviato continuamente dal novembre scorso”: sono state queste le parole di Caterina Ballanti della Cgil, la quale non ha nascosto “eravamo sostanzialmente tranquilli, pur sapendo che Mercatone Uno non navigava certo in acque calmissime”.

Un caso sui 14 totali

“Non sappiamo quando toccherà a Capannoli, se tra i primi o tra gli ultimi” ha continuato la rappresentante sindacale, sottolineando come dei 14 stabilimenti previsti in chiusura, non si sappia ancora l’ordine di ‘defilata’. Un paino di ridimensionamento e tagli elevato che, nel solo 2013 ha visto diminuire il fatturato di Mercatone Uno di circa 33 milioni di euro, in una situazione già pericolosa dato il livello di indebitamento aziendale.
“A fronte di tutto questo è arrivato il piano di ridimensionamento che contempla anche nuovi investimenti, che però non sono certo definiti e decisi”: una dichiarazione quasi contradditoria, che arriva una settimana dopo la riapertura del nuovo stabilimento di Pieve Fissiraga, celebrato non solo per il rinnovo dei locali, quanto piuttosto per la riorganizzazione generale dell’assetto e della strategia di vendita del gruppo (giunta forse troppo tardi).

Dopo Capannoli, anche Borgorose

“Noi chiaramente vogliamo vedere i conti del negozio di Capannoli anche per capire al meglio quello che potrà essere fatto”: oltre allo stabilimento pisano, crescenti preoccupazioni si sono registrate anche in merito allo store di Borgorose, dove, dopo l’incontro tra i Segretari Ugl e i lavoratori, sono cresciute le preoccupazioni in merito all’incertezza del futuro lavorativo dell’azienda, tesi avvalorata dai timori dei sindacalisti Antonini e Palmerini. “L’annuncio della chiusura della Mercatone Uno ha sorpreso tutti” ha dichiarato quest’ultimo “negli ultimi anni il conto economico del punto vendita di Borgorose è risultato sempre in buona salute, tranne una piccola flessione nel 2012, da imputare alle forti nevicate che hanno colpito quella zona, costringendolo alla chiusura per diversi giorni. Anche quest’anno sembra essere iniziato bene, con un più 25% rispetto al target”.

Quali stabilimenti si salveranno? Quale sarà la sorte di Mercatone Uno? Ma soprattutto: che idea farsi di fronte a un gruppo che, fallendo da un lato, ha invece potenziato la propria rete distributiva dall’altro? La salute di Mercatone Uno è instabile e variabile, alternando forti consensi a drastiche perdite: la selezione è stata fatta; ora manca solo di vedere se, tagliando la parte ‘marcia’, il gruppo riesca a riconquistare la splendida (gialla) forma.

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